Manager senza età!
Tra il 2010 e il 2025, l’età media del management aziendale è aumentata di circa 6-7 anni, per effetto di fattori demografici, economici, organizzativi ma, soprattutto, generazionali. La complessità aziendale impone non solo di inserire manager capaci ma, soprattutto, consapevoli del proprio ruolo, responsabili ed attori di stabilità ed evoluzione organizzativa, … sfida non del tutto banale!
L'innalzamento dell'età media dei manager è un fenomeno osservabile in molti contesti aziendali.
Le motivazioni più frequentemente richiamate riguardano l'allungamento della vita lavorativa, la riduzione del turnover, la crescente complessità dei mercati e la difficoltà nel trovare figure già pronte ad assumere responsabilità manageriali.
Sono tutte spiegazioni corrette, ma forse non sufficienti.
Ogni organizzazione è prima di tutto un sistema umano, e ogni sistema, quando aumenta il livello di complessità, tende naturalmente a ricercare elementi di stabilità.
Da questa prospettiva, il tema non riguarda tanto l'età anagrafica dei manager quanto la qualità della presenza, la personalità di base e la propensione all’assunzione di maggiori responsabilità nel ruolo.
È utile, a questo punto, distinguere due concetti che nel linguaggio comune vengono spesso sovrapposti: management e leadership.
Il management riguarda la capacità di organizzare risorse, pianificare attività, coordinare persone e assumere decisioni funzionali al raggiungimento degli obiettivi.
La leadership, invece, riguarda la capacità di influenzare positivamente gli altri, orientare il cambiamento e generare fiducia.
Nella pratica aziendale le due dimensioni convivono spesso nello stesso ruolo, ma non coincidono.
L'aumento dell'età media riguarda il management, altresì, sarebbe interessante comprendere anche quali caratteristiche le aziende cerchino oggi in chi ricopre un ruolo manageriale.
Un manager efficace è chiamato ad osservare i fatti, distinguere dati e interpretazioni, assumere decisioni senza lasciarsi guidare da automatismi o reazioni impulsive.
Questa modalità non dipende dagli anni trascorsi in azienda, ma dal grado di autonomia e di consapevolezza sviluppato nel tempo.
L'esperienza produce valore solo quando modifica le mappe mentali della persona, ampliando la sua capacità di leggere situazioni differenti e di adattare i propri comportamenti.
Non è il tempo, quindi, a costruire un buon manager, ma la capacità e la volontà di applicare decisioni apprendendo dall'esperienza.
L'approccio sistemico aggiunge un ulteriore elemento.
In un'organizzazione il manager occupa una posizione di riferimento all'interno di una rete di relazioni.
Quando il contesto diventa instabile, il sistema tende ad attribuire maggiore valore a chi sa mantenere equilibrio, offrire punti di riferimento e contenere l'incertezza.
È questa funzione sistemica, più che l'età in sé, a spiegare perché molte aziende continuino a valorizzare figure manageriali mature, non trovando le stesse attitudini nelle figure più giovani.
E’ fuorviante considerare l’esperienza e l’anzianità sinonimi.
Non per tutti trasformare un’esperienza in un'occasione di crescita, affrontandola con una maggiore consapevolezza del proprio ruolo, riesce in modo naturale, per questo motivo è necessario che le aziende creino le condizioni che permettano alle persone più giovani di sviluppare, molto prima della nomina, a prescindere se non posseduta, quella maturità professionale che rende credibile l'esercizio del ruolo.
Perché, in definitiva, ciò che le aziende ricercano non è un manager più anziano, ma un manager capace di interpretare il proprio ruolo con lucidità, responsabilità e consapevolezza e sono queste qualità, più dell'età, a fare la differenza.
Il parere del Consulnauta
“Le organizzazioni non crescono quando aumenta l’età media dei manager, ma quando cresce la qualità manageriale delle persone.
La nostra esperienza ci insegna che il vero vantaggio competitivo nasce dalla capacità di trasformare l’esperienza in apprendimento, responsabilità e consapevolezza del proprio ruolo.
Attraverso interventi di mentorcoaching e sviluppo manageriale, Nexpack – Umanex supporta le aziende nel costruire una solida pipeline di futuri responsabili, valorizzando il potenziale già presente all’interno dell’organizzazione o nel farlo emergere dove latente.”
